venerdì 24 dicembre 2010

Le farchie di Tufillo nella notte della vigilia di Natale


Accensione del fuoco davanti alla chiesa di Santa Giusta a Tufillo alle ore 23. La farchia della notte del 24 dicembre costituisce una delle tradizioni più interessanti di Tufillo. Il giorno precedente la vigilia di Natale si preparano dei lunghi tronchi dii legno. Il giorno della vigilia si costruisce la farchia che può raggiungere anche i venti metri di lunghezza. Essa è composta da tronchi legati tra loro attorno ad un tronco centrale più lungo (lu pedale). Questi sono tenuti insieme da cerchi di ferro. La parte terminale della farchia presenta una triforcazione perchè originariamente veniva messa in posizione verticale per essere bruciata. Anticamente ogni quartiere costruiva una farchia. Ora viene costruita una sola davanti la chiesa di S.Vito. Una volta terminata, la farchia viene trascinata per le strade del paese fino ad arrivare, allo scoccare della mezzanotte, nella piazza antistante la chiesa parrocchiale. Dopo la benedizione del fuoco viene bruciata per "illuminare la notte più santa dell’anno". Nel passaggio della farchia per le vie del paese vengono offerti ai trascinatori vino e dolci locali in un clima di grande festa. Stando a studi recenti, tali riti potrebbero essere molto antichi e forse ricollegati alla cultura italico-romana. Appare infatti probabile che i fuochi segnavano l’inizio dell’inverno e fossero dedicati a divinità, come Cerere, legate ai riti di passaggio delle stagioni e dunque alla fase iniziale del ciclo del grano. Il chicco, dopo la semina, marcisce nella terra e quindi dà origine al nuovo germoglio; in un momento in cui, dopo la notte più lunga dell’anno, la luce torna a crescere e il sole a "risalire la curva del cielo".

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